Il terremoto di Haiti su Twitter
La CNN -come gli altri maggiori network e testate internazionali- è sul campo per raccontare il recente terremoto che ha distrutto Haity. Sullo schermo, insieme alle immagini dei suoi inviati di punta, passano anche quelle realizzate da gente del posto che le ha inviate al sito
iReport.
Se Steve Outing, guru dei new media, aveva definito lo tsunami del 2004 come un punto di svolta del giornalismo "dal basso", il terremoto di Haiti ha segnato un'altra tappa importante della sua evoluzione. Ma stavolta, oltre ai blog, il mezzo più efficace è stato Twitter che, con i micropost di non oltre 140 caratteri di chi tra i suoi utenti si trovava ad Haity - come Troy Livesay o Carel Pedre, ha fornito le prime notizie molto più rapidamente dei canali tradizionali.
Tanto rapidamente ed efficacemente che i giornalisti professionisti inviati sul posto e gli operatori delle associazioni umanitarie hanno fatto lo stesso e in rete abbondano liste di fonti su Twitter, stilate anche da un giornale autorevole come il New York Times o da altre testate come il Los Angeles Times, o l'Huffington Post.
Anche le prime immagini sono arrivate via Twitpic, il servizio di photo sharing di Twitter, come quelle di MarvinAdy. E su YouTube si possono vedere video impressionanti per la loro tragica tempestività, come quello di un soldato ONU brasiliano, Ricardo Couto, girato pochi minuti dopo la prima scossa o quello che riprende proprio i momenti del sisma da una telecamera di sicurezza senza neanche bisogno di un operatore
26/1/2010, TCJ