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TMZ nell'era del gossip e dei reality

[ FONTE: guardian.co.uk - TheObserver ]

Paul Harris, in un articolo sul Guardian del 25 ottobre scorso, parla del sito di gossip e celebrità TMZ (che è anche un TV show) e di come Harvey Levin, il suo fondatore, sia diventato un improbabile campione della libertà di stampa.

TMZ ha un'enorme influenza, i suoi scoop vengono ripresi in tutto il mondo, ed è allo stesso tempo pioniere di una nuova forma di giornalismo. Un sistema di news non più confezionate alla vecchia maniera, ma basato su video realizzati da una vasta rete di collaboratori, contatti e anche gente comune.

Per chi lo critica - spiega Harris nel suo articolo - Levin è il campione dei moderni media ossessionati dal gossip, in un'epoca in cui niente è privato e tutti possono filmare tutto anche con un telefonino. Per chi lo difende, è un giornalista di successo, autore di numerosi scoop, erede di una lunga tradizione di giornalismo di gossip che risale agli anni '20 e '30 del secolo scorso. In ogni caso,  con TMZ Levin si è guadagnato il titolo di re di Hollywood.

Recentemente è diventato un improbabile paladino della libertà di stampa, quando si è opposto al sequestro di alcuni video di TMZ in un'inchiesta dello sceriffo della contea di Los Angeles per individuare chi ha rivelato dettagli dell'arresto dell'attore Mel Gibson che guidava ubriaco, avvenuto nel 2006.

Per Levin TMZ è figlio di Internet e della diffusione del videofonini: funziona in una struttura giornalistica vecchio stampo, ma produce e ottiene notizie in un modo del tutto nuovo. Il sito è aggiornato costantemente e costantemente riceve i suggerimenti e le storie dei lettori. 

Ma TMZ non è solo un esito delle nuove tecnologie, è anche il beneficiario di una svolta culturale, di un allargamento abnorme del concetto di celebrità. Fino a non molto tempo fa le celebrità erano le star del cinema o della TV, ricche e dotate di talento. Ma l'esplosione dei reality ha generato innumerevoli soggetti celebri, benzina per l'inarrestabile macchina da gossip di TMZ. Ma basta pensare a YouTube, che può rendere star chiunque, se protagonista di un video che diventa virale e viene visto da milioni di persone.

E la celebrità si è estesa anche ad altri settori, specialmente la politica. La campagna elettorale di Barack Obama ha dimostrato come un politico possa diventare una rock star. E numerosi scandali hanno dimostrato come un video su YouTube possa distruggere una carriera. Ormai anche i politici subiscono gli assalti dei paparazzi.

Come dice Murphy, la definizione di celebrità, oggi, è semplicemente "qualcuno di cui la gente vuol sapere".

E se TMZ prende il suo nome da "Thirty Miles Zone", in slang la zona di Los Angeles dove c'è la più alta concentrazione di studi cinematografici, quella zona oggi si estende a tutto il mondo.

A conclusione del suo articolo, Harris cita alcuni scoop di TMZ: l'arresto di Mel Gibson che guidava ubriaco, nel 2006, il pestaggio di Rihanna da parte del suo boyfriend Chris Brown, la morte di Michael Jackson.

3/11/2009, TCJ

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