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        <title>The Citizen Journalist</title>
        <description>Feed di The Citizen Journalist</description>
        <link>http://www.citizenjournalist.it</link>
        <lastBuildDate>Sat, 13 Mar 2010 13:23:43 +0100</lastBuildDate>
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            <title>Il compleanno di YouTube</title>
            <link>http://www.citizenjournalist.it/view.php?id=161</link>
            <description><![CDATA[<p>[ FONTE: <a href="http://blog.panorama.it/hitechescienza/2010/02/26/youtube-la-webrivoluzione-compie-cinque-anni/" target="_blank">Panorama.it</a> ]</p>
<p><strong><a href="http://www.youtube.com/" target="_blank">YouTube</a></strong> compie 5 anni.&nbsp;</p>
<p><strong>Antonio Caporale</strong> ne ripercorre la storia&nbsp;breve ma intensa <strong>su </strong><a href="http://blog.panorama.it/hitechescienza/2010/02/26/youtube-la-webrivoluzione-compie-cinque-anni/" target="_blank"><strong>Panorama.it</strong></a>.</p>
<p>Dagli inizi, all'acquisto da parte di Google per 1,65 milioni di dollari, fino al suo essere diventato "<strong>il nuovo medium mainstream del XXI secolo</strong>" e una specie di rito della celebrit&agrave; di massa di warholiana memoria</p>]]></description>
            <author>TCJ</author>
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            <title>Facebook e il giornalismo</title>
            <link>http://www.citizenjournalist.it/view.php?id=159</link>
            <description><![CDATA[<p>[FONTE: <a href="http://mediablog.corriere.it/2010/02/il_giornalismo_dinchiesta_salv.html" target="_blank">Corriere.it - Mediablog</a> ]</p>
<p>Credo di essere l'unica persona che frequento che non ha un profilo su <strong>Facebook</strong>.
<br />Facebook non mi &egrave; mai piaciuto.&nbsp;</p>
<p>Sar&agrave; quel proclamarsi amici con una facilit&agrave; che mi puzza di falso. O la noia per un certo mettersi in rete che mi ha gi&agrave; stufato da un pezzo. Non lo so.</p>
<p>Fattost&agrave; che con una certa supponenza pensavo che, a differenza di altri social media come <strong>Twitter</strong>, Facebook non sarebbe stato un veicolo particolarmente innovativo per fare informazione.&nbsp;</p>
<p>E invece&nbsp;stamattina leggo sul <strong>Corriere.it</strong> un post del suo direttore, <strong>Marco Pratellesi</strong>, con questo titolo: <strong><a href="http://mediablog.corriere.it/2010/02/il_giornalismo_dinchiesta_salv.html" target="_blank">"Il giornalismo d'inchiesta salvato da Facebook"</a></strong>.&nbsp;Nientemeno.</p>
<p>Con un bel racconto dal di dentro, cio&egrave; proprio dalla nuova sede di Facebook a Palo Alto, California, <strong>Pratellesi</strong> fa una serie di considerazioni interessantti sul fenomeno, che &egrave; il caso di andarsi a leggere per intero sul suo <strong>mediablog</strong>.&nbsp;</p>
<p>In particolare osserva come molti giornalisti usino Facebook per lavoro e alcuni per lanciare delle inchieste, discuterne e raccogliere informazioni dai lettori. Insomma <strong>un modo per rilanciare il giornalismo d'inchiesta che per&ograve; non &egrave; per niente nuovo</strong>, o meglio &egrave; quell'interazione tra giornalisti professionisti e citizens che da molti esperti, e non da ieri, &egrave; ritenuta la forma pi&ugrave; promettente di giornalismo partecipativo. Che sia su Facebook o su qualunque altra piattaforma messa a disposizione dalle nuove tecnologie per interagire e scambiarsi informazioni.</p>
<p>Mentre il post di Pratellesi mi sembra confermare indirettamente l'impressione che Facebook possa essere <strong>un veicolo estremamente efficace e nuovo per il marketing</strong> e la comunicazione d'impresa. Anche se il prodotto &egrave; l'informazione. Leggo infatti l'esempio dell'<a href="http://www.huffingtonpost.com/" target="_blank">Huffington Post</a> che "grazie alla presenza su Facebook, ha incrementato del 500% i propri contatti con una crescita degli utenti del 50%".</p>
<p>In ogni caso, mi sa che forse &egrave; arrivato il momento di farmi un giro su Facebook.</p>]]></description>
            <author>TCJ</author>
        </item>
        <item>
            <title>Scade il bando del premio &quot;Eretici digitali&quot;</title>
            <link>http://www.citizenjournalist.it/view.php?id=158</link>
            <description><![CDATA[<p>Il <strong>28 febbraio</strong>&nbsp;prossimo &egrave; il termine ultimo per partecipare al <strong>Premio Eretici digitali 2010</strong>, organizzato dal <a href="http://www.ijf10.org/it/" target="_blank">Festival Internazionale del Giornalismo</a>&nbsp;in collaborazione con gli autori del libro <a href="../view.php?id=142">Eretici digitali</a>.</p>
<p>"<em>Il premio prende in esame progetti di inchiesta giornalistica che promuovano un uso innovativo di Internet (crowdsourcing, giornalismo collaborativo, mash-up, web 2.0) e degli strumenti del digitale per realizzare un reportage di cronaca attraverso video, audio, testo, fotografie, animazione o attraverso una combinazione degli strumenti sopra elencati</em>".</p>
<p>il <a href="http://www.ijf10.org/it/menu/concorsi/" target="_blank">bando di concorso</a> si pu&ograve; scaricare dal sito del Festival</p>]]></description>
            <author>TCJ</author>
        </item>
        <item>
            <title>Premio George Polk al video dell'uccisione di Neda</title>
            <link>http://www.citizenjournalist.it/view.php?id=157</link>
            <description><![CDATA[<p>[ FONTE: <a href="http://www.corriere.it/esteri/10_febbraio_17/video-premio-neda_bf67ddca-1bcf-11df-a6d3-00144f02aabe.shtml" target="_blank">Corriere.it</a> ]</p>
<p>Il premio George Polk 2010 &egrave; stato dato,&nbsp;per il video,&nbsp;agli autori <strong>anonimi</strong> che hanno ripreso l'<a href="http://www.youtube.com/watch?v=OMjipQlUrlM&amp;feature=rec-LGOUT-exp_fresh+div-1r-1-HM" target="_blank">uccisione</a> della giovane <strong>Neda Agha Soltan</strong>, durante le manifestazioni contro Ahmadinejad a Teheran nel giugno 2009.</p>
<p><a href="http://www.brooklyn.liu.edu/polk/index.html" target="_blank">Il <strong>premio George Polk</strong></a> &egrave; un riconscimento molto prestigioso, istituito pi&ugrave; di 60 anni fa dalla Long Island University, che di solito viene attribuito a giornalisti professionisti, come, tra gli altri premiati di quest'anno,&nbsp;David Rohde del New York Times e David Grann del New Yorker.</p>
<p>E' un riconoscimento ufficiale al <strong>citizen journalism</strong>. La motivazione fa riferimento al ruolo che questo video drammatico, una volta uploadato in rete e visto da milioni di persone, ha avuto nel testimoniare in modo estremamente efficace la resitenza iraniana, diventandone il simbolo &nbsp;</p>]]></description>
            <author>TCJ</author>
        </item>
        <item>
            <title>Internet Manifesto, il nuovo giornalismo in 17 punti</title>
            <link>http://www.citizenjournalist.it/view.php?id=156</link>
            <description><![CDATA[<p>[FONTE: <a href="http://www.masternewmedia.org/it/2010/02/12/come_funziona_internet_guida_rapida_per_i.htm" target="_blank">Robin Good</a> ]</p>
<p>In un post da leggere, su <a href="http://www.masternewmedia.org/it/2010/02/12/come_funziona_internet_guida_rapida_per_i.htm" target="_blank">Robin Good</a>&nbsp;si parla del futuro del giornalismo e di <a href="http://www.internet-manifesto.org/" target="_blank"><strong>Internet Manifesto</strong>&nbsp;- <em>How Journalism works today</em></a>, un documento in 17 dichiarazioni scritto da alcuni blogger tedeschi.</p>
<p>Come si legge su <a href="http://www.masternewmedia.org/it/2010/02/12/come_funziona_internet_guida_rapida_per_i.htm" target="_blank">Robin Good</a>, dove il Manifesto viene integralmente tradotto, questo testo &egrave; importante perch&eacute; espone in modo chiaro i modi di fare giornalismo in Internet, definito "un impero mediatico tascabile", e propone nuovi modelli di business</p>]]></description>
            <author>TCJ</author>
        </item>
        <item>
            <title>Festival Internazionale del Giornalismo 2010</title>
            <link>http://www.citizenjournalist.it/view.php?id=155</link>
            <description><![CDATA[<p><img src="../upload/ifj.png" alt="" width="410" height="68" /></p>
<p>Il <strong><a href="http://www.ijf10.org/it/" target="_blank">Festival Internazionale del Giornalismo 2010</a></strong>&nbsp;si terr&agrave;&nbsp;<strong>dal 21 al 25 aprile</strong>, a Perugia.</p>
<p>Tra gli ospiti ci sar&agrave; anche <strong>Al Gore</strong>, ex vice presidente degli USA e fondatore di <a href="http://current.com/" target="_blank">Current TV</a>, per parlare di informazione indipendente a due anni dal lancio di Current Italia.</p>
<p>Al Gore interverr&agrave; <strong>sabato 24 aprile</strong>, <strong>ore 21.00</strong>, al Teatro Morlacchi di Perugia&nbsp;</p>]]></description>
            <author>TCJ</author>
        </item>
        <item>
            <title>Bno News, le agenzie ai tempi di Twitter</title>
            <link>http://www.citizenjournalist.it/view.php?id=153</link>
            <description><![CDATA[<p>[ FONTE: l'articolo <strong><em>Turbo-giornalisti</em> </strong>di <strong>Raffaele Mastrolonardo</strong> sull'inserto <em>Alias</em> del <em>Manifesto</em> del 6 febbraio 2010 ]</p>
<p><img src="../upload/bno.png" alt="" width="410" height="158" /></p>
<p>Nell'inserto <em>Alias</em> in edicola oggi con il <em>Manifesto</em>, <strong>Raffaele Mastrolonardo </strong>parla di un'agenzia di news creata da un ragazzino olandese di ventanni, <strong>Michael van Poppel</strong>, che non ha mai studiato giornalismo, ma nel web si sa muovere piuttosto bene.</p>
<p>Si chiama <a href="http://www.bnonews.com/" target="_blank"><strong>Bno News</strong></a>, e ha messo a segno una serie notevole di successi, battendo sul tempo agenzie e testate molto pi&ugrave; famose. Dal terremoto dell'Aquila, a quello di Haiti, all'aereo precipitato sul fiume Hudson, <strong>Bno</strong> ha lanciato notizie come queste nel giro di pochissimi minuti, precedendo colossi del calibro di CNN o Reuters.</p>
<p><strong>Mastrolonardo</strong> scrive che se ne stanno accorgendo non solo i grandi media concorrenti, ma anche i lettori che seguono in circa 1 milione e 460.000 l'<a href="http://twitter.com/BreakingNews" target="_blank">account su Twitter di Bno</a>, pi&ugrave; di quelli della Cbs, o che che si sono scaricati l'applicazione sull'iPhone (costo: 1,99 dollari) e si sono abbonati alle sue news pagando 99 cent al mese.</p>
<p><strong>Michael von Poppel</strong> coordina la sua struttura da <strong>Tilburg</strong>, una cittadina nel Sud dei Paesi Bassi, e con lui collaborano <strong>sette coetanei sparsi per il mondo</strong>. Intervistati da<strong> Mastrolonardo</strong>, spiegano che per essere cos&igrave; veloci in cos&igrave; pochi si danno i turni, setacciando fonti ufficiali e non. L'abilit&agrave;, oltre al fiuto per la notizia, sta proprio in questo saper scegliere le fonti. Nel caso dei terremoti, per esempio, seguono un sito che monitora i movimenti tellurici e aggiorna contemporaneamente allo <em>United States Geological Survey</em>.</p>
<p><strong>Mastrolonardo</strong> prosegue raccontando come <strong>van Poppel</strong> si sia accorto delle potenzialit&agrave; di <strong>Bno</strong>, allora solo un sito amatoriale, quando <strong>nel 2007 </strong>cerc&ograve; di offrire ai grandi media un video di Bin Laden che era riuscito a recuperare in rete, riuscendoci alla fine con la Reuters ma solo dopo pi&ugrave; di un'ora di tentativi e di risposte mai arrivate. Fu allora che cap&igrave; che quelle grandi strutture erano superate, che c'era spazio per organizzazioni piccole e agili in grado di puntare sulla velocit&agrave;.</p>
<p><strong>Mastrolonardo</strong> parla anche degli errori che sono sempre in agguato e della necessit&agrave; di verificare le fonti che diventa difficile se si vuole essere veloci, errori in cui anche Bno &egrave; caduta, ma la nuova formula sembra funzionare, tanto che a gennaio ha aperto <strong>Bno News Wire</strong>, che entrer&agrave; nel gioco sul serio fornendo notizie a pagamento alle testate giornalistiche come <a href="http://www.msnbc.msn.com/" target="_blank"><strong>MsNbc.com</strong></a>, il primo cliente. Quello stesso MsNbc.com che lo scorso novembre si &egrave; comprato l'account Twitter di Bno, <a href="http://twitter.com/BreakingNews" target="_blank">@BreakingNews</a>, ma non l'applicazione per iPhone che rester&agrave; loro.</p>
<p>Con i profitti di questa&nbsp; vendita, <strong>Bno</strong> potr&agrave; avere una sede e assumere nuovi collaboratori stipendiati, mentre finora i suoi collaboratori hanno fatto tutto per passione, cio&egrave; gratis.</p>
<p>Altri particolari nell'articolo su <em>Alias,</em> che vale la pena leggere per intero</p>]]></description>
            <author>TCJ</author>
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